Viterbo come Il Cairo, "I tesori di Tutankhamon" affascinano il capoluogo della Tuscia

VITERBO-Dal 1 luglio il Palazzo dei Papi di Viterbo ospiterà I tesori di Tutankhamon, spettacolare mostra con esposte perfette riproduzioni dei tesori ritrovati nella tomba del famoso Faraone, la KV62.
Nonostante sia aperta solo da pochi giorni, sembra che questa esposizione stia avendo già un notevole successo; al punto che gli organizzatori starebbero valutando “l’idea di poter prorogare la data di chiusura della mostra”.

Scorza: "Dobbiamo far appassionare i visitatori a questo straordinario paese, culla della civiltà mediterranea"

La mostra “I tesori di Tutankhamon” è un’interessante esposizione di perfette repliche del corredo funebre originale del Faraone bambino; inaugurata a Viterbo, nelle suggestive sale del Palazzo dei Papi, resterà nel capoluogo della Tuscia fino al 28 ottobre.
Nata dalla collaborazione fra la “Società italiana di Beneficenza” e la Fondazione Caffeina, sembra che la mostra stia avendo già un notevole successo, tale da indurre gli organizzatori a pensare ad una possibile proroga della data di chiusura.
LaRotta.it, con la rubrica di Egittologia “Tesori Sotto La Sabbia” ha raggiunto il Dott. Alessandro Scorza, architetto che ha curato l’allestimento della mostra “I tesori di Tutankhamon” e che ci ha parlato di questa affascinante esposizione.

L'architetto Alessandro Scorza


Dottor Scorza può dirci come si è sviluppato il legame fra Viterbo e l’Egitto e come è nata l’idea della mostra “I tesori di Tutankhamon” nel capoluogo della Tuscia?

La spettacolare iniziativa nasce grazie all’interesse per la nostra città della Società Italiana di Beneficenza (SIB) del dr. Eugenio Benedetti, assieme alla Fondazione Caffeina. Quest’ultima è da tempo impegnata sul territorio al fine di dare risalto ed interesse turistico. La SIB, dopo gli accordi con la Fondazione Caffeina, particolarmente interessata al territorio della Tuscia, trova la giusta collocazione della mostra nei luoghi scenografici e storici che sono presenti nella nostra città per avviare questo ambizioso progetto egizio.

Lei è l’architetto che si occupa dell’allestimento della mostra; come sono organizzati, quanti e quali sono i pezzi che la compongono?

Il progetto si sviluppa grazie alla collaborazione del Prof. Amr El Tibie, Direttore Generale del Dipartimento Repliche del Ministero delle antichità Egiziane assieme al suo team, con il quale si è deciso di intraprendere un percorso narrativo della storia egizia, seguendo un ordine cronologico, ovvero dal periodo predinastico fino ai confini del periodo islamico.
La collezione, fedele replica dei reperti originali, si compone di circa 250 oggetti. Questa, in particolare, si sofferma sui ritrovamenti avvenuti nel 1922, effettuati dal famoso archeologo Howard Carter, relativi alla tomba di Tutankhamon, con la ricreazione in scala reale della camera del sarcofago comprensiva delle suggestive pitture murarie. Fra gli elementi famosi della collezione è presente la maschera d’oro ed i gioielli reali.

Questa mostra, quindi, non è costituita dai tesori originali, ma da repliche. Da chi sono state realizzate queste riproduzioni?

Le repliche sono una perfetta riproduzione dei reperti archeologici originali, totalmente realizzati in maniera artigianale, grazie all’esperienza e alla professionalità del Dipartimento Repliche, ove operano non solo studiosi egittologi, ma artigiani ed artisti di fama, tra cui: orafi, ceramisti, scultori, in grado di utilizzare diversi materiali del tipo ceramica, ferro e fibra di vetro.

Potrebbe fornirci una descrizione delle repliche che compongono la mostra (il materiale con cui sono state costruite, la loro somiglianza con gli originali, le dimensioni etc. etc.?)

Alcune repliche che ritengo significative sono per esempio la famosa maschera d’oro di Tutankhamon, la quale è stata realizzata in rame placcato d’oro intarsiato con pietre semi-preziose, mantenendo le sue dimensioni reali di 55x55x75 cm.

Altra opera di grande rilievo artistico è lo Scrigno di Anubi, realizzato in legno dorato e fibra di vetro verniciato e dipinto con grande maestria, di dimensioni massime di 280x60x104 cm.

Altra meravigliosa riproduzione è il famosissimo Pugnale di Tutankhamon, esempio di oreficeria altamente raffinata, riprodotto con le stesse tecniche adottate dalle maestranze del tempo.
Gli oggetti esposti possono essere acquistati.




Può dirci se, una volta terminata la mostra, c’è già qualche progetto per quanto riguarda queste repliche?

Dato il successo e l’interesse delle scuole per visitarla a scopo didattico, si è dell’idea di poter prorogare ulteriormente la data di chiusura dell’esposizione.


Dottor Scorza cosa risponderebbe a chi, in questi giorni, ha espresso dei dubbi sull’allestimento di una mostra con pezzi non originali, ma riproduzioni?

L’originalità ha la sua importanza, ma lo scopo di questo spettacolare evento è stato quello di unire, tramite l’arte, due Nazioni l’Italia e l’Egitto con l’intento di diffondere e di far appassionare i visitatori a questo straordinario Paese, culla della civiltà mediterranea.


Elena Cappannella

 

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