Michele Sanmicheli, Michelangelo Buonarroti e il menage a trois con una donna falisca all'ombra della Cattedrale di Santa Margherita

Nei giorni scorsi, si è letto sul web, un articolo che riassumeva  la visita a Montefiascone del Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini alla Cattedrale di Santa Margherita. Nel pezzo in questione, nella breve sintesi descrittiva della storia della Cattedrale  si è commesso una serie di inesattezze, atte a generare un dubbio nella qualità dell' informazione, al punto tale da richiamare gli addetti ai lavori (quelli veri), a fornire la vera traccia storica della sua costruzione. Per rendere  più gradevole la lettura, vi proponiamo la storia intessuta di un amor conteso fra Michele Sanmicheli e Michelangelo Buonarroti per una fanciulla falisca. Il tutto raccontato dalla penna autorevole e creativa di Francesco Moretti, di professione Architetto, nonchè curatore di questa rubrica.  C.B.

di Francesco Moretti

Foto Ph. Francesco Moretti

Le donne rappresentano senza ombra di dubbio un aspetto importante nella vita di un uomo. Lo sapeva Dante Alighieri che, di fatto, ha scritto la Divina Commedia per la sua Beatrice. Lo ha provato sulla sua pelle Luca Signorelli, che deluso da una giovane donna orvietana, ha deciso di immortalarla per sempre insieme ad un terribile diavolo in un affresco conservato all’interno della Cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto. Lo aveva capito bene Gustave Courbet tanto da individuare l’origine del mondo in una vagina realisticamente e sfacciatamente rappresentata in uno dei suoi dipinti più celebri. Ne erano senza dubbio alcuno consapevoli Michele Sanmicheli e Michelangelo Buonarroti che pare si divisero le grazie di una giovane fanciulla falisca, la quale, in generale, era di certo sensibile al fascino degli architetti.

Molto sappiamo della permanenza del Sanmicheli a Montefiascone che, ancor molto giovane e già in quel periodo Architetto insigne del Duomo di Orvieto, seguì gran parte dei lavori della Fabbrica di Santa Margherita della quale terminò la cripta (il cui impianto è attribuito da alcuni addirittura a Bramante) e ne progettò il vano vero della chiesa ottagona e del relativo tamburo sul quale sarebbe dovuta sorgere una imponente cupola (disegnata poi magistralmente da Carlo Fontana). 
Meno, o quasi nulla, sappiamo invece della permanenza di Michelangelo Buonarroti a Montefiascone. Sappiamo però che frequentò la Tuscia per alleviare i suoi malanni e trovare quindi ristoro nelle acque sulfuree delle cosiddette terme romane del Bacucco, tra Marta e Viterbo. 

(Affresco di Luca Signorelli - Cappella di San Brizio Duomo di Orvieto)

Rimane perciò plausibile una sua visita a Montefiascone con relativa liaisons con una donna locale. Al di là della veridicità della vicenda, che assume i contorni di un vero e proprio fatto di cronaca rosa che poco influisce in quello che è il racconto della storia dell’architettura, a chi scrive piace sottolineare come spesso le vite dei grandi maestri possono nascondere al loro interno aneddoti e scampoli di vita comune che rendono ancor più interessante la loro biografia. In virtù di ciò assumono ancora più rilievo, nel caso ve ne fosse bisogno, le figure di Michele Sanmicheli e Michelangelo Buonarroti che, oltre ad essere dei grandi maestri erano prima di tutto degli uomini spinti da passioni e sentimenti comuni. Del resto, è risaputo che l’amore, come la morte, non fa certo troppe distinzioni.

 

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