Nel ventre dell'architetto

ScuolaScuola elementare Guglielmo Marconi, Maggio 2016 (ph.: F. Moretti)

Nel ventre dell'architetto è una nuova rubrica de La Rotta, a cura di Francesco Moretti

RUBRICA - «La miseria è ancora l’unica forza vitale del Paese e quel poco o molto che ancora regge è soltanto frutto della povertà. Bellezze dei luoghi, patrimoni artistici, antiche parlate, cucina paesana, virtù civiche e specialità artigiane sono custodite soltanto dalla miseria. Dove essa è sopraffatta dal sopraggiungere del capitalismo, ecco che si assiste alla completa rovina di ogni patrimonio artistico e morale. Perché il povero è di antica tradizione e vive in una miseria che ha antiche radici in secolari luoghi, mentre il ricco è di fresca data, improvvisato, nemico di tutto ciò che lo ha preceduto e che l’umilia. La sua ricchezza è stata facile, di solito nata dall’imbroglio, da facili traffici, sempre o quasi, imitando qualcosa che è nato fuori di qui. Perciò quando l’Italia sarà sopraffatta dalla finta ricchezza che già dilaga, noi ci troveremo a vivere in un paese di cui non conosceremo più né il volto né l’anima»

Con queste parole, Leo Longanesi, in “La sua signora. Taccuino 1957”, indica quella che secondo lui è, per certi versi, stata la linfa del nostro “Bel Paese” .

Una miseria che non è intesa in senso negativo.
Misero in senso negativo è infatti il politico incapace e disonesto.
La miseria di cui parla Longanesi è diversa perché porta in se una sua dignità data da una tradizione e da una morale.
Misero è l’aspetto di San Francesco.

Una passeggiata a cavallo nella campagna di Marta, giugno 2015 (ph.: F.Moretti)
Una passeggiata a cavallo nella campagna di Marta, giugno 2015 (ph.: F.Moretti)

Spiritualmente elevate sono invece le sue parole e i suoi insegnamenti ancora oggi di estrema attualità.
Misera è la chiesa di campagna, con le travi del tetto fradice ma dove ancora una vecchia signora, piegata dal lavoro nei campi, può trovare un piccolo angolo di mondo dove mettersi in contatto con Dio.
Misera era l’Italia di 50 anni fa fatta di osterie, locande, chiese di campagna e fienili.
In tal senso, la rubrica “Nel ventre dell’ architetto” nasce dall’idea di riscopre quei luoghi che hanno resistito agli attacchi di privati ed amministratori che in nome del progresso hanno dato vita ad uno sviluppo che ad oggi può essere definito come insostenibile.

Stourley Kracklite, protagonista del film “Il ventre dell’architetto” di Peter Greenaway
Stourley Kracklite, protagonista del film “Il ventre dell’architetto” di Peter Greenaway

Non un “ventre” flaccido, decadente e malato come quello di Stourley Kracklite, protagonista del film “Il ventre dell’architetto” firmato da Peter Greenaway nel 1987, ma una grembo, intellettualmente inteso, dove sono custodite intuizioni, idee, ed epifanie di chi il territorio lo vive attraverso le sue geometrie.

Ogni mese sarà quindi presentato un itinerario fatto di foto, suggestioni e rappresentazioni grafiche.
Un itinerario che non ha la pretesa di essere un tour guidato, ma semplicemente un modo per mettere il naso fuori di casa e tornare a vivere le vie e le piazze dei paesi.
Quei luoghi non obbligatori, non ricercati e non frequentati dove il turista ed il viaggiatore non arrivano.
Quei luoghi dove il progresso, per nostra fortuna, sembra non essere mai sopraggiunto ma che può essere il punto di partenza, questa volta, per uno sviluppo sostenibile.

Suggestioni da Casperia, maggio 2016 (ph.: F. Moretti)
Suggestioni da Casperia, maggio 2016 (ph.: F. Moretti)

 

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