Sol Invictus e Solstizio di Inverno

Ritorna la nostra sensitiva ARADIA per proporci un prezioso articolo sul concetto del Natale, più precisamente del "Sol Invictus" legato al culto del sole, il quale ha radici più lontane rispetto quelle Cristiane.
 
BENTROVATI!
 
L’inverno bussa  e le giornate sono più  fredde e più corte.
In questo periodo più freddo e buio, si concentrano varie celebrazioni tra cui spicca per eccellenza il Natale.
Sebbene si festeggi in un periodo dell’anno buio e freddo, le radici di questa festività prendono vita da un culto legato al sole, sole che con la sua luce ed il suo calore, illumina e scalda le tenebre ma che trova il suo opposto nella Luna  che con la sua luce argentea e fredda, preserva molti segreti. Ciò che oggi viene festeggiato come nascita di Gesù è in realtà una festa pagana dedicata al Sole , il "Sol Invictus" che ha radici molto più lontane  di quelle cristiane. Egizi, Sumeri, Persiani, antica Roma…hanno praticato il culto del sole che per una serie di passaggi si lega al dio Mitra, una divinità iraniana risalente al 1400 a.c. Tale culto è misterico iniziatico per cui poco si conosce a proposito delle pratiche.. Sappiamo, però, che si diffonde presso i romani nel I sec. d.c .ma che già nel III sec. d.c., si fonde con il Sol Invictus e che i "Dies Natali Solis Invicti" erano celebrazioni che facevano parte del Saturnalia (celebrazioni a Saturno che andavano  dal 17 al 25 dicembre). Le similitudini tra Mitra e Gesù sono molte. Entrambi scendono sulla terra per combattere il male, entrambi hanno 12 seguaci/apostoli, entrambi passano nel regno dei morti, entrambi fanno l’ultima cena.
La differenza più importante e che dovrebbe far riflettere, è che il culto di Mitra risale al 1400 a.c ed è perciò molto più antico del Cristianesimo. Pertanto sono stati i cristiani a prendere e modificare elementi dal Mitraismo e di altri culti pagani e non il contrario.
Se Costantino con l’Editto di Milano (313 d.c) spalanca le porte al cristianesimo, Teodosio erge tale culto a religione di Stato. Da quel momento tutti i seguaci e praticanti di altri culti, vennero tacciati di paganesimo ed eresia subendo torture atroci e condanne a morte che vennero protratte nei secoli a venire. Questi imperatori hanno in realtà favorito il cristianesimo solo per motivi politici.  Perciò non esiste alcun "in hoc signo vinces" solo questioni di convenienza e di potere che di fatto questa religione ha continuato  e continua a  giostrare nel tempo.
 
Lo storico Hartwing Brandt scrive: "I cristiani non furono certo i becchini dell’Impero. Ma una cosa è chiara: l’Impero Romano affonda le sue radici in un rapporto di fiducia fra culti e religione. Questa lealtà fu gravemente lesa e distrutta in gran parte proprio dall’intolleranza militante del cristianesimo”. Fortunatamente grazie a popoli Germani, Celti,  Romani ed altri popoli pagani, restano tracce di alcune festività che vengono ancora celebrate in  Europa ma non solo, orme di un passato lontano e non del tutto conosciuto in cui le celebrazioni erano vissute con solennità e gioia. Una di queste è proprio Yule,  il Solstizio d’Inverno.  Il nome Yule è probabilmente una contrazione avvenuta nei vari passaggi temporali di  "Deuorius Riuri" (grande festa divina del mese del gelo.) In questo giorno, in particolare, la cui notte è la più lunga dell’anno  la dea della fertilità partorisce dal ventre della Madre Terra colui che diventerà il dio della luce. Il tema di luce e tenebre è un tema ricorrente nelle tradizioni di ogni cultura ma è anche una condizione che l’uomo deve affrontare. Il buio rappresenta ciò che non vediamo ed incute timore. Al contrario la luce  infonde sicurezza. Oggi con la luce artificiale questa paura è stata  un po’ mitigata, eppure c’è ancora chi ha paura di spegnere le luci.
Provate ad immaginare quei popoli antichi che vivevano esclusivamente secondo i ritmi scanditi da  sole e luna. Saremmo capaci di farlo anche noi? La paura del buio è una paura atavica,  incisa nell’inconscio collettivo ed individuale.  Se il solstizio d’inverno celebra la luce, il solstizio d’estate celebra il buio. Ciò che proprio Yule insegna però è che buio e luce sono due parti integranti di un cammino comune. E’ dall’oscurità che nascerà la nuova luce che illuminerà le tenebre e da esse rinascerà di nuovo in un ciclo infinito. Per questo motivo, Yule è l’unica celebrazione che non prevede grandi falò, ma viene celebrata con lanterne, candele etc, piccole luci a simboleggiare la nuova nascita.
 
 
Chi se la sente di sperimentare qualcosa di nuovo? Per i coraggiosi avventurieri  propongo una rivisitazione del Rito del Tronco  di Yule. Prendete un rametto ma non strappatelo, prendetene uno da terra,  adornatelo con nastri colorati, con  simboli che vi ricordano questo periodo, con lucine o altro, rendete questo ramo "uccicante"!!! Poi provate a concentrarvi e scrivete dei desideri che vengono dal cuore…ma non fate la lista della spesa. Concentratevi su una cosa importante per voi in questo momento, ricordando di chiedere qualcosa anche per Madre Terra che è la Madre per eccellenza. Pensate ad un desiderio per voi stessi, uno per il bene della Terra ed uno per una persona a cui volete bene. Accanto al vostro rametto, potete mettere delle candele bianche, rosse, color oro e argento. Scegliete i colori che più vi chiamano. Accendete le candele solo in vostra presenza (per motivi di sicurezza). Vi consiglio di usare  le tea light poiché avendo già una base, sono le più sicure. Attenzione, comunque, a non posizionarle accanto a oggetti infiammabili tipo le tende del salotto. Scrivete i vostri desideri su uno o più foglietti piccoli e concentratevi su di essi.  Lasciateli vicino al rametto fino a Natale, giorno in cui  li brucerete. Prima di bruciarli, fate una breve meditazione e non lasciatevi distrarre dalla mente che vi dirà “ehi…ma che cavolo fai?” Per una volta restate fuori dai soliti schemi.
 
Molti di noi vivono in spazi piccoli perciò consiglio i foglietti piccoli che possono essere bruciati in un posacenere, in un portacandele largo,in una stufa, o  nel lavandino in modo sicuro. Non datevi fuoco  e non date fuoco a casa!!! Basta una piccola fiamma ma agite in sicurezza. Infine brindate a voi stessi! Fatto ciò, conservate il vostro rametto ed usatelo come decorazione  nella vostra camera, in sala o dove preferite. Se volete  inviate le foto dei vostri rametti con un vostro pensiero…sarò lieta di guardare le foto e di leggervi. In qualunque cosa crediate , vi auguro ogni bene , tanta gioia, serenità e visto che ci sono,  anche tanta abbondanza   che di certo, male non fa.
 
A presto!
 
PER CONTATTI
 
Aradia: Sensitiva, Reiki Master, Counselor , ha un approccio
personale   con   il   mondo   invisibile,   un’esperienza   ultra
ventennale. Ha chiamato il suo “modus  operandi”
Counseling dell’Oltre, collabora da anni con il Gruppo Prisma di Viterbo.
Ha tenuto conferenze e scritto vari articoli.
 
E’ disponibile per  consulenze  private,  gruppi e sopralluoghi
(non gratuiti)
 
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