Protesta dei pastori: Piansano risponde con una produzione di formaggio

(Foto Gianni D'Andrea)

PIANSANO - Una corposa mobilitazione dei pastori piansanesi, questa mattina, è arrivata a supporto della protesta degli allevatori sardi, i quali, in questi giorni, sono stati costretti a monopolizzare tv e giornali in conformità del non riconoscimento economico del prezzo di produzione del latte, che sta seriamente compromettendo, tutto il comparto agricolo. La protesta, come appreso dagli ufficiali organi di stampa è montata dalla splendida terra di Sardegna, con gesti anche forti di eliminazione volontaria del latte; si può essere d'accordo o meno sugli episodi di gettare via questo prezioso alimento, specie in tempi di staticità economica, ma riteniamo che i produttori, di qualsiasi comparto appartengano, sono stati costretti a malincuore a farlo.

( Foto Gianni D'Andrea)

I costi per mantenere e preservare in salute il bestiame sono troppo alti rispetto al vero guadagno. Un altro indicatore di sofferenza che ha alimentato questa sommossa è anche la diminuzione del prezzo del latte, da parte della grande distribuzione, che se da una parte aiuta il consumatore al risparmio, dall'altra penalizza i produttori. Stamani, nella piazza principale di Piansano, piccola cittadina a vocazione agricola, si è consumata una protesta di stampo conviviale. I pastori locali hanno prodotto formaggio e distribuito per tutti coloro che lo avessero gradito; lo si poteva ritirare e portarlo a casa. Il resto del bene alimentare, sarebbe stato gettato via. Tuttavia, nella tarda serata di ieri sera è arrivata la notizia di una trattativa col Ministro Centinaio, il quale, come accordo ha proposto ai pastori sardi un prezzo base di 72 centesimi al litro più Iva per il latte. Vedremo come andrà a finire. Ma quanto costa produrre un litro di latte? Veniamo ai fatti con i numeri.

(Foto Gianni D'Andrea)

I dati forniti dall'Università di Viterbo risalenti a qualche anno fa- secondo la portavoce dei pastori locali Silvia Valeriani- il latte prodotto dagli allevatori costa 0,80 centesimi al litro; viene rivenduto a 0,70, dunque il produttore per ogni litro di latte perde 10 centesimi. Moltiplicando questo risultato per tutti i capi di bestiame che il produttore ha, si capisce che è in netta sofferenza. Quindi è necessario ripristinare il concetto di valore del lavoro della terra, nel rispetto dei suoi sacrifici, a chi per darci prodotti garantiti sacrifica parte dei propri guadagni, e della propria qualità di vita. Ma non può, e non si deve andare avanti così.

( Foto Ganni D'Andrea)

Il lavoro agricolo deve essere retribuito in modo equo e non sfruttato dalle multinazionali. Incentivare l'acquisto di beni alimentari a km zero, incentivare la salute del prodotto acquistato, e, ovviamente  chi lo produce, devono essere i punti fondanti di una buona e stabile economia. La battaglia per la sopravvivenza dei pastori e produttori continua. 

Caterina Berardi 

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