Tra i castelli della Teverina e il paese delle Fiabe bissa domenica 10 febbraio

Torna a grande richiesta e con un enorme portata di consensi l'escursione proposta il 27 gennaio scorso da Anna Rita Properzi "Tra i castelli della Teverina e il paese delle Fiabe" domenica 10 febbraio. Un gradito bis che la notissima ormai guida turistica, reduce come ospite  della trasmissione televisiva Geo e Geo di Rai Tre tornerà a guidare sul nostro territorio.
Sarà un viaggio che ci porterà a scoprire tre borghi immersi in un paesaggio fiabesco che offre scorci di incredibile bellezza. Visiteremo Celleno il borgo fantasma, Roccalvecce con il castello Costaguti e Sant’Angelo di Roccalvecce il paese delle fiabe, dove potremo conoscere il progetto dei Murales. 

Appuntamento a Celleno Vecchio Piazza del Mercato ore 9:00 

COSTO DELLA VISITA: 8€
INGRESSO CASTELLO COSTAGUTI 4€

DURATA DELLA VISITA: dalle ore 9:15 alle 13:30 circa
PRENOTAZIONE consigliata.

GRATUITA PER I BAMBINI fino a 14 anni

Ad accompagnare i visitatori sarà Anna Rita Properzi Guida Turistica e Guida Ambientale Escursionistica professionale, Iscritta al Registro Italiano AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche)
Per prenotare e ricevere informazioni contattate la Guida tel. 333 4912669; mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

CENNI STORICI
Celleno con il Castello Orsini, posto all'ingresso dell'abitato antico è sicuramente la costruzione più bella e suggestiva da visitare all’interno del borgo fantasma. Circondato da un fossato, il castello è munito di un imponente fortilizio e di una grande torre di guardia. Dalla piazza sotto il castello (Piazza del Mercato), denominata “il Torracchio” si accede alla piazza principale (Piazza del Comune) salendo una scalinata (Via del Ponte). Dalla piazza del Comune si può salire al castello superando un ponte in muratura ad arcata unica.
 
Sant’Angelo di Roccalvecce - Il Paese delle Fiabe piccola frazione di Viterbo sperduta e dimenticata nel magnifico scenario rurale della Teverina, è il cuore di un progetto artistico che vuole far rivivere questo vecchio borgo attraverso la fantasia più genuina: quella delle fiabe più belle e conosciute, portatrici di messaggi universali. Con l’impegno dell’Associazione Culturale ACAS, realtà locale presieduta da Gianluca Chiovelli, per dare al paese un minimo di potenzialità attrattiva lo si vuole trasformare in un museo a cielo aperto dell’arte popolare. Così è nato Sant’Angelo il paese delle fiabe, un itinerario artistico composto principalmente da murales (12 nel progetto iniziale), ma anche da installazioni, sculture, bassorilievi, edicole, mosaici (altre 12 opere) con un tema unificante: il fantastico, ovvero la favola, il mito e la leggenda, senza dimenticare comunque le radici culturali del luogo e la sua tradizione etrusca, cristiana e agricola. Illuminano e colorano il paese Alice nel Paese delle Meraviglie, la prima opera realizzata da Tina Loiodice e ancora Il Piccolo Principe, il Brutto Anatroccolo, la Piccola Fiammiferaia, Don Chisciotte, le Fate di Avalon . Hansel e Gretel dipinto dalle studentesse Isabella Modanese e Cecilia Tacconi e altre opere in ceramica, come la Fiaba del Passato realizzata dall'artista Daniela Lai.
 
Roccalvecce e Il Castello Costaguti - l’abitato di Roccalvecce ha origini antichissime. Fu sicuramente un insediamento Etrusco come dimostrano i ritrovamenti in tutta la zona circostante di tombe risalenti al VIII e al VII secolo a.C. Successivamente divenne un “castrum romano” come testimoniano le tracce di opus reticulatum presenti nelle fondamenta del castello. Durante tutto il 1200 e gli inizi del 1300 il castello fu proprietà di vari Signori, il più famoso tra questi, Ponzio, fu un condottiero agli ordini della nobile famiglia Monaldeschi di Bagnorea (l’attuale Bagnoregio). Dopo circa 100 anni di alterne vicende e scontri tra condottieri di ventura il castello divenne proprietà della potente famiglia Viterbese dei Gatti. Nel 1498 5/6 del castello passarono in mano a Giulio e Ottaviano Colonna, Patrizi romani, e il restante un sesto a Francesco Chigi, nobile Senese. Nel 1555 Camillo Colonna, figlio di Ottaviano, lo cedette ad Alberto Baglioni i cui figli, Vincenzo e Paolo, trovatisi in gravi difficoltà economiche, nel 1642, furono costretti a vendere a Prospero Costaguti, patrizio genovese e cittadino romano. Successivamente nel 1685 Giovanni Giorgio Costaguti acquistò il rimanente 1/6 del castello ancora di proprietà della famiglia Chigi. Da allora fino ad oggi il Castello di Roccalvecce è sempre stato proprietà della famiglia Costaguti.
 

 

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