Passaggio della Madonna dell'arco, degrado e vandalismo nel cuore della città

MONTEFIASCONE - Molti di voi, probabilmente, ricorderanno il caso del passaggio della Madonna dell'arco, vandalizzato e degradato alcuni anni fa, quando al comando del timone amministrativo c'era la precedente giunta. Ebbene, quel corridoio -posto all'interno del centro storico della città- mette in comunicazione via Bixio, con via del Barone. Purtroppo, mi vedo costretta a ritornarci sopra, perché fu già ampiamente trattato dalla testata online RadioGiornale nel 2015, e, in quell'occasione, (fu sempre chi sta scrivendo ora) ad assumersi la responsabilità di  mettere a conoscenza la cittadinanza, nonché la stessa politica, di quello che accadeva in città,  nel cuore della città, sotto gli occhi di tutti! Insani comportamenti di giovani vandali - con molta probabilità minorenni- ai danni di  un ambiente che ha tanto da raccontare soprattutto sul profilo storico, oltre che religioso. Vorrei concentrarmi anzitutto sull'affresco posto sopra l'altare. Realizzato da artista sconosciuto intorno al 1600; esso rappresenta "La Madonna della Pietà". Da allora, l'affresco, divenne oggetto di grande venerazione, poiché è legato a un fatto miracoloso accaduto sempre in questo luogo  il 12 luglio 1796. Ma questo lo racconteremo un'altra volta. Un ambiente che molti di noi utilizzano come scorciatoia per tornare a casa, se si vuole vivere la parte più antica della città, transitando a piedi. Montefiascone ci fa dono anche di queste bellezze, che rimangono nel silenzio e nell'abbandono totale. A volte, mi chiedo: la Curia dov'è? Chi dovrebbe tutelare questi beni culturali, dove sta?  Chi dovrebbe controllare ogni movimento di chi utilizza il passaggio,  nelle ore più buie? E così, l'altra sera, mi sono concessa il diritto di vedere con i miei occhi, lo stato di abbandono di questo luogo. Perché utilizzo la parola diritto? Perché è mio diritto -come di chiunque svolga attività di cronaca sul territorio- di osservare ciò che succede nella comunità dove vivo e mi relaziono. E, talvolta, per non dire spesso, quello che vedo non mi piace, perché offende e deturpa la memoria del nostro codice identitario; di ciò che siamo, o dovremmo essere un popolo "cosiddetto" civile a parole, ma che di fatto non lo è.  Lascio che siano le immagini a parlare al posto mio, a raccontare l'attacco brutale che si consuma ogni giorno all'interno di questo ambiente sacro. Il resto, giudicatelo voi.

(Ingresso via Bixio- Ph Caterina Berardi)

Caterina Berardi

 

 

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