Settimana del Mistero, De Amicis: "Occuparsi di mistero? Dipende da quello che succede nella vita della gente"

(Cristiano De Amicis)

VITERBO - Da dove nasce l'esigenza di occuparsi di argomenti di frontiera? Da cinque anni, nel capoluogo della Tuscia, uno stimato gruppo di ricercatori si occupa di fenomeni paranormali che suscitano, a volte, diffidenza e ironia nei confronti delle persone. Ma, ciononostante, la Settimana del Mistero, coadiuvata dal Gruppo Prisma, durante gli appuntamenti sia pomeridiani che serali, riscuote un congruo successo di presenze all'interno della chiesa di Santa Maria della Salute di via Ascenzi. Abbiamo raggiunto telefonicamente il referente del gruppo associativo denominato Sulle tracce del Mistero per così dire il capitano Cristiano De Amicis, il quale immerso nell'organizzazione della V edizione della manifestazione, si è prestato a una breve intervista che mette a fuoco i punti più o meno nodali, di ciò che è l'obiettivo della ricerca del mistero, e di tutti quei fenomeni inspiegabili che, nel corso della vita, capitano un po' a tutti noi.

Cristiano, perché ci si occupa dei fenomeni di frontiera e come risponde la gente al richiamo annuale del vostro evento?

La domanda che Lei mi ha posto, forse è la più frequente che ci viene fatta. Non è per tutti uguale. Di solito,  accade, che nella vita delle persone, ci sia un episodio scatenante che lo indirizza a seguire questi argomenti; altre volte non c'è, magari è solamente un aspetto che riguarda il dna di una persona, per esempio, nel mio caso, è stata la curiosità.

 Qual è stato l'aspetto più soddisfacente e proficuo del vostro lavoro che vi ha consentito di non abbandonare la ricerca?

Diciamo che, in questo caso, va fatta una distinzione. Un conto sono i risultati a livello oggettivo, cioè quelli condivisi con il pubblico, supportati da prove, a favore dello studio che si sta facendo -quando parliamo di oggettività- d'altra parte l'arricchimento che questo tipo di esperienze o di studi ti dà, è enorme!  Anche qui, varia da persona a persona, da molti fattori, ad esempio la sensibilità etc.

Su un noto quotidiano cartaceo locale, inerente la vostra manifestazione compare nel titolo"maghi". Cosa si sente di rispondere o rettificare?

Beh, magari non si hanno le conoscenze precise di ciò che si va a trattare. Sono sicuro che non sia stato fatto con cattiveria, probabile sia stato fatto con superficialità. Sul titolo, avrei formulato una parola un po' più precisa. Maghi non ce ne stanno. Comunque, ringrazio il giornale che ci ha dato spazio. 

Ad ogni modo, se volete saperne di più, o se desiderate approfondire le vostre curiosità sul tema, lo star di partenza della Settimana del Mistero ci attende domenica 14 ottobre dalle ore 17:00.

Caterina Berardi

 

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