Scienza, e amore per la cultura: ecco la ricetta della famiglia Rovati

MONTEFIASCONE - Luca Rovati : “Tutto ciò è molto bello e ci fa sentire a casa. Queste sono sensazioni impagabili che non si comprano ma si vivono”. 


Un antico salone gremito di eccellenze umane animate da cuore e passione per l’arte, in tutte le sue sfumature e declinazioni. Oggi a Montefiascone ha avuto luogo un evento di stampo eccezionale presso la Rocca dei Papi, che ha visto la famiglia Rovati venuta dalla Brianza per l’occasione, a ristabilire su questo territorio il contatto dimensionale con ciò che era un tempo “l’ombelico del mondo.” Grazie alla sensibilità dell’organizzazione Club Lions Vulsineo Falisco oggi si è sancito un patto d’amore e di fratellanza con coloro i quali, della propria missione scientifica han reso un servizio sociale che va ben oltre ogni logica immaginazione. Apre il suo intervento Luca Rovati, uno dei benemeriti fratelli dell’ormai nota famiglia di mecenati, assieme al capostipite Luigi ha acceso gli animi di una platea entusiasta per la rinascita di questo tesoro rinascimentale. Dopo i saluti di rito dell’organizzazione, e via via, menzionate le autorità presenti alla celebrazione tra i quali anche il Prefetto di Viterbo, (arrivato in ritardo), Luca Rovati impeccabile nella sua aplomb ha delineato punto per punto i passaggi salienti di ciò che si andrà a realizzare per la Bisentina assieme alla Sovrintendenza e allo staff di professionisti: da Luigi Paolucci direttore del museo etrusco di Chianciano Terme, dall’architetto Francesco D’Asaro e di suo fratello Lucio, curatore del museo d'arte etrusca di Milano nonché professore di Farmacologia alla Bicocca. Non mancherà, ovviamente la presenza attiva della Sovrintendenza. Luca Rovati, inebria la sala raccontando con primizia narrativa le fasi che lo hanno condotto alla conoscenza della Bisentina.

“Ho sentito parlare della Bisentina all’inizio degli anni ’90 quando conobbi la principessa Angelica del Drago, all’epoca dama di compagnia della Pricipessa Elvina Pallavicini, della cui famiglia siamo buoni amici. Un giorno si parlava di questo luogo meraviglioso sul lago di Bolsena, e quando sorvolavo la zona, atterrando all’eroporto di Fiumicino, cercavo di sbirciare quale delle due fosse l’isola in questione. Sigieri Diaz della Vittoria Pallavicini mi parlava favoleggiando di questo luogo finchè sul finire del 2016 donna Angelica annuncia che aveva deciso di cedere l’isola, tant’è che si fecero avanti personaggi di nazionalità russa e americana. Io mi chiesi, cosa ci facessero russi e americani con un’isola. E, alla fine, mi venne proposto di vederla, andai su internet e quando la vidi nella realtà, decretai fosse un sogno: decisi di acquistarla definendo tutto con l’avvocato di donna Angelica. L’amore, e la passione per l’arte ce le ha trasmesse nostro padre, il quale amava profondamente la storia classica, nonchè  cultore di monetazione, estremamente preparato sulla simbologia numismatica.” L’amore di questa famiglia per l’arte si è nutrito pian piano della gioia di collezionare, con  passione e dedizione assolute; una sana vocazione che li vedrà ancora  impegnati per tutto il corso della propria esistenza alla  trasmissione del  rispetto di tutto ciò che l’uomo nel corso della sua storia è riuscito a creare, in nome del suo codice identitario. Supportato dalle stesse intenzioni, con la stessa intensità, ma con uno sguardo sempre attento alla scienza l’altro fratello del clan Rovati, Lucio, verbalizza orgogliosamente una lunga presentazione di quello che a Milano sta prendendo corpo, non solo in ambito culturale- collezionistico, bensì anche sul piano della sua architettura.

Infatti, a breve, una delle collezioni raccolte dalla fondazione come braccio operativo delle attività culturali troveranno casa presso una dimora storica che Lucio Rovati sta definendo in tutta la sua eleganza, prestazione e cura nei dettagli strutturali, non snaturando la sua vera essenza originaria. "Ci siamo affidati alla professionalità dell’architetto Mario Cucinella- puntualizza Lucio Rovati- poiché il museo sorgerà nel pieno centro di Milano, in corso Venezia zona già ampiamente museale; un palazzo prestigioso costruito dalla famiglia Bocconi alla fine dell ‘800, poi rilevato dalla famiglia Carraro e infine dalla nostra. La sua peculiarità è il giardino, ma con una cavità realizzata sotto lo stesso, che richiamerà l’idea dei tumuli della necropoli etrusca di Cerveteri. Il nostro architetto Mario Cucinella si è ispirato a qualcosa di carattere moderno non trascurando mai la valenza  culturale etrusca.

Tutto questo con l’appoggio sia del comune di Milano e della Sovrintendenza. Grande attenzione anche per ciò che concerne la sua sostenibilità: per questo museo che deve ricevere congrue masse umane, si è studiato anche l’aspetto ecologico del suo insieme. Il quadro finale della Bisentina, ad operazioni di restauro conservativo ultimate, sarà il ritorno alla fruizione di carattere culturale, artistico, conferenziale, museale, nello spirito e all’insegna di quegli antichi fasti che la videro, bella, virtuosa e gloriosa. 

"Ho sempre collezionato con lo stesso metodo con il quale ho formato la mia rete di ricercatore, raccogliendo elementi per la conoscenza”. Luigi Rovati


Caterina Berardi

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