Per la Bisentina che si riaffaccia alla vita, occorre sensibilità e rispetto

(Scatto a cura di Bruno Pagnanelli)

CAPODIMONTE - Per la Bisentina che si riaffaccia pian piano alla vita è un momento particolare. Se ne sta parlando in questi giorni con grande entusiasmo  in occasione delle prossime  giornate di primavera del FAI, previste per il 24 e 25 marzo, come, in effetti, ne demmo notizia lo scorso 15 febbraio. A distanza di quasi un mese da quel lancio, che, a quanto pare, si è rivelato un momento mediatico di estremo interesse, ci preme, tuttavia, sottolineare un aspetto volto a far  leva sul senso di responsabilità individuale di tutti. Bisogna considerare che l'isola ha subìto un processo di degrado che l'ha fortemente compromessa: danneggiata nella sua architettura, ma non nella sua bellezza; il tempo e l'abbandono forzato l'hanno spenta, offesa, flagellata, ma non sono riusciti a privarla della sua magnificenza. La Bisentina  torna a vivere per la seconda volta, ed è necessario, quindi, da parte di chi avrà modo di visitarla di farlo con assoluto rispetto. E' un momento di grande sensibilità collettiva che ci auguriamo venga capito, colto nel modo giusto, e non male interpretato. Quando ci confrontammo  col dott. Rovati, attuale proprietario dell'isola  capimmo immediatamente che le sue intenzioni erano volte a restituire al territorio un bene prezioso al quale tutta la comunità ne era affezionata.

Si capì dal tono e dall'intensità vibratoria della sua voce, che questo tesoro a cielo aperto, meritava la giusta attenzione- che finalmente arrivò da un uomo della Brianza - che con la sua  famiglia, si dedica al recupero dell'arte, del bello, in tutte le sue sfumature e declinazioni. Ci interessa puntualizzare e rimarcare il concetto che, l'isola essendo una proprietà privata a tutti gli effetti sarà gestita con l'attenzione  di un bene culturale che appartiene a tutti, e che tutta la comunità se ne farà carico rispettandola, trattandosi di un sito protetto all'interno di un protocollo ambientale SIC-ZPS.  Il tratto distintivo dell'isola è la sua integrazione con gli elementi artistici, geologici, architettonici e botanici che la rendono un unicum assoluto. L'immane sforzo che si è andato a compiere come primo atto è stato quando si è intervenuto sul riassetto dell'apparato vegetazionale, che ha consentito una rilettura delle presenze botaniche più o meno antiche, e si interverrà nella stessa modalità nel momento in cui si andrà ad agire sul recupero dei monumenti che consentiranno di capire la rilettura delle stratificazioni sui quali poggiano, che in una prima analisi, presentano passaggi  paleolitici preistorici ed Etruschi. 

No amiamo ripeterci, ma abbiamo visto che non si tratta di un evento pubblicitario, e nemmeno di un evento di carattere  ludico, quello che si raccomanda ai fruitori durante l'intrattenimento sull'isola è di seguire scrupolosamente le indicazioni dei volontari del FAI, ma soprattutto di transitare lungo i percorsi tracciati dagli addetti ai lavori. Per quanto riguarda la visita vera e propria, ci si addentrerà in una esposizione botanica ben curata e pulita con i giardini all'Italiana rigenerati. Da annoverare che durante la recente nevicata si è persa, purtroppo, una pianta di alloro ma fortunatamente non apparteneva a quel patrimonio vegetazionale di cui parlavamo prima, e un albero è stato abbattuto dal forte vento siberiano che ha soffiato implacabile su tutto lo stivale. 

Per quanto concerne, invece, i monumenti, la visita è volta a solo due oratori, anche loro puliti e manutentati per l'occasione e, l'altro manufatto che si vedrà sarà la Malta dei Papi carcere punitivo scavato fin nelle viscere del promontorio del monte Tabor. Concluso questo primo tempo della Bisentina, l'isola si richiuderà al pubblico, per consentire di cominciare gli interventi di restauro conservativo dei monumenti. 

Caterina Berardi

 

ematube