Farnese, nasce la prima scuola libertaria dentro una riserva naturale

FARNESE - Si chiama ALBERO DELLA TUSCIA ed è rivolta ai bambini dai 3 ai 10 anni.

La presentazione del progetto è sabato 13 gennaio alle 10.30 a Farnese (VT), nella sede della scuola: strada comunale del Voltone, Loc. Pian di Sala. Aule a cielo aperto, niente premi e punizioni, né compiti a casa. I bambini come soggetti in grado di prendere decisioni competenti. Questo e molto altro sarà Albero della Tuscia, scuola che aprirà a febbraio 2018 dentro e fuori il casale a impatto zero del laboratorio didattico della Riserva naturale Selva del Lamone, con il patrocinio del Comune di Farnese e la collaborazione della Riserva. Grazie a uno speciale scuolabus – “che sarà la prima aula della giornata e non solo mezzo di trasporto”, sottolinea Anna Cacciamani, coordinatrice didattica – saranno coperti tutti i territori limitrofi, con punti di raccolta anche a Pitigliano, Acquapendente, Bolsena, Montefiascone. Previste in partenza due fasce d'età: 3-6 e 6-10. La scuola sarà aperta tutto l'anno scolastico dalle 8.30 alle 16.30 dei giorni feriali. Il progetto educativo prende avvio dall’esperienza di Anna Cacciamani e Alessio Tacchetti, genitori di quattro figli e fondatori dell’asilo ad approccio libertario Nati Oggi, convenzionato con il Comune di Roma.

Anna ci racconta cosa lei intende per “scuola”: "Si parte dall'osservazione di ogni specifico bambino pensato nella sua complessità psichico-emotivo-corporea. Gli educatori hanno il ruolo di facilitatori di processi di apprendimento autonomo, spontaneo, esperienziale… attraverso il gioco e a fianco di maestra natura. Si sperimenta la democrazia partecipativa in ogni ambito della vita scolastica: in cerchio assembleare i bambini decidono come, quando, che cosa, dove e con chi imparare. L'ambiente che li circonda, sia naturale che al coperto, è ricco di stimoli e i bambini possono liberamente creare il proprio percorso, supportati dagli adulti, ove da loro richiesto."

Nel pieno rispetto dell'ecosistema, anche il piano alimentare è biologico, locale, di stagione e il più possibile autoprodotto.

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