Cosa fare quando il vicino ci affumica con lo scarico del comignolo?

Pare sia diventata una consuetudine -totalmente lasciata al caso- quella di non controllare o di non voler sapere, come devono essere convogliati gli scarichi dei fumi dei comignoli di  stufe a pellet, o di altri sistemi che generano calore. Talvolta, per queste omissioni, o distrazioni, nei condomini si scatenano le liti più feroci. Ultimamente, alla nostra redazione è giunta la lettera, più che altro uno sfogo, di una signora, la quale doveva subire gli scarichi di una stufa a pellet del suo vicino, con annesso residuo di combustibile nerastro nel suo terrazzo, tanto che la povera malcapitata era costretta a tenere sempre chiusa la finestra del suo balcone. E mai possibile? Purtroppo è possibile, ed è un modus operandi illegale, tutto italiano: " il comignolo è mio e me lo gestisco io..!" Ma cosa prevede la legge per questi casi? Cerchiamo di mettere ordine e chiarezza per quel che riguarda la materia di scarico di combustibile, che sia di legna, pellet o di altro genere, ma soprattutto, la giusta quota di sbocco, che non deve coinvolgere direttamente niente e nessuno.

Ecco la normativa vigente: Canne fumarie per stufe e camini a legna e pellet: normativa, progettazione e installazione
 
La normativa che riguarda le canne fumarie per stufe a pellet e legna fa riferimento principalmente al D.Lgs. 3 aprile 2016, che definisce le diverse biomasse combustibili; alla norma UNI 10683/2005 e relativa integrazione del 2012, che regola installazione e controllo dei generatori di calore alimentati a legna ed altri biocombustibili solidi per gli impianti termici; e alla norma UNI EN 13501-1 che regola l’evacuazione fumi per tali generatori.
Le canne fumarie per stufe a pellet e legna, secondo la normativa, devono scaricare a tetto, i materiali utilizzati, sia per i condotti che per gli eventuali cavedi, devono essere di classe A1 (secondo la classificazione UNI EN 13501-1) e devono essere marcati CE.
La normativa su canne fumarie per stufe a pellet e legna vieta le canne fumarie collettive ed il convogliamento all’interno del canale da fumo/canna fumaria di altri apparecchi, sono tuttavia ammessi dispositivi dichiarati idonei dal produttore dotati di dispositivo di sicurezza che interrompa l’afflusso di gas in caso di difetto, solo per apparecchi tipo B e nel caso di sistemi intubati multipli.
Il canale da fumo dev’essere sempre coibentato ed ispezionabile e deve permettere il recupero della fuliggine e la pulizia, deve avere adeguata tenuta ai prodotti della combustione e delle condense; non deve attraversare locali compartimentati, con pericolo di incendio, nei quali sia vietata l’installazione di apparecchi a combustione o nei quali non sia possibile l’ispezione.
 
Canne fumarie per stufe, normativa
La canna fumaria deve lavorare sempre con pressione negativa, dev’essere installata attenendosi alle distanze di sicurezza per l’attraversamento dei materiali combustibili come da dichiarazione del fabbricante (modalità di isolamento a doppia parete in aria libera, isolamento in aria chiusa o altri sistemi di protezione indicati secondo norma UNI EN 1527/2010) a responsabilità dell’installatore.

Sono preferibili canne fumarie a sezione circolare, nel caso di sezioni rettangolari il rapporto tra i lati deve essere, al massimo, di 1,5 e gli angoli interni devono essere arrotondati, l’andamento deve essere prevalentemente verticale con un massimo di 2 curve per cambio direzione secondo un angolo di 45°.
Il dimensionamento della canna fumaria, dipendente dal generatore collegato e dal combustibile utilizzato, va effettuato secondo i metodi di calcolo termico e fluido dinamico della UNI 13384, vanno dimensionati i sistemi di ventilazione.

Le caratteristiche del materiale utilizzato sono regolamentate e standardizzate dalle norme:
UNI EN 1443/2005 Camini – Requisiti generali;
UNI TS 11278/2008 Camini/ canali da fumo/condotti /canne fumarie metallici – Scelta e corretto utilizzo in funzione del tipo di applicazione e relativa designazione del prodotto;
UNI EN 1856-1/2009 Camini – Requisiti per camini metallici – Parte 1: Prodotti per sistemi camino;
UNI EN 1856-2/2009 Camini – Requisiti per camini metallici – Parte 2: Condotti interni e canali da fumo metallici;
UNI EN 1806/2006 Camini – Blocchi di laterizio/ceramica per camini a parete singola – Requisiti e metodi di prova;
UNI EN 1457/2004 Camini – Condotti interni di terracotta/ ceramica – Requisiti e metodi di prova;
UNI EN 1857/2010 Camini – Componenti – Condotti fumari di calcestruzzo;
UNI EN 15287-1/2010 Camini – Progettazione, installazione e messa in servizio dei camini – Parte 1: Camini per apparecchi di riscaldamento a tenuta non stagna;
UNI EN 1858/2009 Camini – Componenti – Blocchi di calcestruzzo;
UNI EN 13069/2005 Camini – Rivestimenti esterni di terracotta/ceramica per sistemi di camini – Requisiti e metodi di prova.

Il camino deve essere adibito ad uso esclusivo dello scarico dei fumi e deve rispondere alle caratteristiche di tenuta rispetto ai prodotti della combustione (temperatura, pressione, fuoco di fuliggine, corrosione) ed avere adeguata resistenza all’umidità e alle sollecitazioni meccaniche.
II comignolo deve essere posizionato in modo da garantire un’adeguata dispersione e diluizione dei prodotti della combustione e comunque al di fuori della zona di reflusso in cui è possibile la formazione di contropressioni, tale zona ha dimensioni e conformazioni diverse in funzione dell’angolo di inclinazione della copertura, la quota di sbocco è subordinata, inoltre, alla presenza in copertura di volumi edilizi, altri comignoli/sbocchi, antenne paraboliche (UNI 7129/2015).

 

Redazione LR
 

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