'Meglio ben accompagnati che soli': saper dire no, alle diete fai da te

 
(tecnologia-ambiente.it)
 
Ecco un altro interessante scritto del dottor Paolo Colì Biologo- Nutrizionista, riguardo i cambiamenti alimentari fai da te, alla luce dell'arrivo della bella stagione e delle tendenze sociali.
 
Apporre cambiamenti nel proprio modo di alimentarsi può essere necessario, ma può capitare che farlo peggiori ulteriormente la situazione. In questo articolo cercheremo di spiegare come mai sia preferibile affidarsi a dei professionisti anziché adottare un fai da te improvvisato e male indirizzato. 
 
Capita a tutti di dover fare delle varianti al proprio stile di vita, e questo è provocato sempre da fatti circostanziali e imprescindibili come iniziare un’attività di lavoro, avviare una convivenza con un’altra persona o semplicemente il doversi adattare al tempo che passa e con esso il proprio organismo che muta le sue esigenze e prestazioni.L’uomo, come ogni animale evoluto, ha notevoli capacità di adattarsi alle situazioni in mutamento o almeno riesce a tollerarlo egregiamente nell’immediato, il problema generalmente si percepisce col passare del tempo e stanchezza fisica, senso di apatia e aumento dello stress quotidiano sono i sintomi che maggiormente si manifestano quando la situazione piano piano diventa di un certo peso.
 
Al di sotto di ogni nostra percezione, c’è la nostra alimentazione, la quale segue quello che viene definito il timing giornaliero. In più di un occasione ho ribadito come non siamo noi a decidere cosa mangiamo, ma bensì è l’ambiente che ci circonda a determinare il nostro modello alimentare, dove per ambiente intendo: il luogo di appartenenza, la famiglia di provenienza, il lavoro svolto giornalmente e l’entourage di cui siamo parte, oltre ad altri innumerevoli micro fattori i quali, nel loro insieme, richiedono comunque un preciso costo. Ma cosa intendiamo nella realtà per alimentazione? In prima istanza mangiare vuol dire assumere calorie e in esse proteine grassi carboidrati e micronutrienti, questo è però un concetto assai limitato di alimentazione, poiché dobbiamo chiederci come mai il cibo è sempre al centro dei nostri eventi, ma soprattutto chiederci perche mangiare sia così bello e piacevole. Da biologo posso affermare, senza temere smentite, che se per l’uomo cibo e sesso fossero spiacevoli, senza alcun dubbio, la razza umana si sarebbe estinta da tempo. Per la quasi totalità degli esseri viventi sia il sesso che il cibo rappresentano solo due "metodiche" di conservazione della specie, mentre per l’essere umano entrambi vanno oltre la semplice etologia, assumendo invece un un’importanza esistenziale.  
 
(it.paperblog.com)
 
La vita di una persona è sicuramente un percorso in continua evoluzione e, che lo si voglia o meno, i cambiamenti piccoli o grandi sono all’ordine del giorno e quasi sempre consideriamo una benedizione trovare qualcuno a cui chiedere consiglio ed ancora meglio avere il supporto di una persona che abbia esperienza di quanto ci sta capitando. Troppe volte però succede che nel momento in cui ci accorgiamo che stiamo mangiando in maniera sbagliata il primo passo sia quello di correggere autonomamente la nostra alimentazione. In se va detto che non è una cosa del tutto sbagliata in quanto ci permette, se non altro, di valutare la nostra disponibilità al sacrificio e alla rinuncia, testando quindi il nostro grado di determinazione. I problemi nascono al momento di pianificare quello che andremo a fare. Nella mia pluriventennale esperienza tre persone su quattro avevano sempre effettuato almeno un tentativo e ho sempre notato come al momento attuativo i soggetti tendano sempre a vedere il cibo come il nemico da combattere e il copione è sempre più o meno lo stesso.
 
Primo passo: insindacabile selezione tra cibi che fanno ingrassare (o semplicemente fanno male…) e cibi che non fanno ingrassare, concetto per lo più indotto dal sentito dire o dalla lettura di riviste che di scientifico ha veramente ben poco
 
Secondo passo: drastico taglio delle quantità alimentari ingerite durante la giornata
 
Terzo passo: ricerca spasmodica di integratori e/o suppletivi che possano aiutarci, non si sa nemmeno bene come, a mettere in atto il nostro grandioso progetto  
 
Come biologo nutrizionista non esito ad affermare che perseverando in un comportamento simile questi sono assimilabili a tre passi verso il fallimento o peggio ancora verso l’oblio, poiché in prima istanza il cibo non è mai un nemico ma bensì un caro amico il quale è per sua natura è un po troppo invadente; un drastico ed improvviso taglio delle calorie giornaliere è un chiaro messaggio al nostro sistema che qualcosa non va e urge correre ai ripari; il terzo punto è che integrare in maniera concentrata micronutrienti senza un quadro chiaro di carenze o meno può portare a conseguenze anche particolarmente gravi.
Il nostro modello alimentare di per se è ritenuto il migliore al mondo, sia per varietà alimentare sia per la qualità dell’apporto nutritivo che esso comporta, ma in concomitanza al concetto che il nostro rapporto con il cibo è regolato dalla parte istintiva della personalità e in relazione al fatto che per il 99% della nostra esistenza come genere abbiamo sempre dovuto combattere la carenza di cibo, è perfettamente plausibile che, in un contesto di eccesso di offerta, facilmente possiamo alterare un modello alimentare di per se accettabile.
 
E’ essenziale quindi analizzare prima il nostro modello alimentare, scoprire dove commettiamo degli errori, a volte anche molto piccoli, quindi decidere come e dove correggerli apportando alla nostra alimentazione quelle piccole modifiche, ben calibrate e ben inserite, tali da mantenere quanto più possibile conservativo il nostro comportamento a tavola, con un regime alimentare rispettoso delle nostre necessità, sia fisiche che umorali, ma soprattutto un valore di condivisione del pasto che non ci isoli mettendoci a disagio. In un concetto possiamo affermare che il calo di peso non deve essere l’obbiettivo ma bensì la conseguenza di un’alimentazione corretta e finalmente salutare. Come si intuisce tutto questo prevede un percorso e di norma un percorso, perché sia più rapido e più sicuro, prevede una guida preparata e i cui titoli siano riconosciuti per legge, anche a garanzia di ne chiederà l’assistenza.
 
 
(remoplit.ru)
 
I rischi di un fai da te, soprattutto se drastico e rabbioso, possono trasformarsi da lievi a seri, e in certi casi drammatici. Le sofferenze che ne conseguono possono colpire sia a livello fisiologico che umorale-psicologico I primi riguardano l’offesa che in qualche modo si ha con drastiche riduzioni dell’apporto calorico riguardo allo stato metabolico provocando un significativo calo dello stesso con conseguente perdita prestazionale dal punto di vista fisico e intellettuale, oltre a ciò possono verificarsi severi e/o gravi disfunzioni a livello renale e/o epatico, soprattutto quando si applica un’implementazione o integrazione a casaccio convinti che vitamine e sali minerali comunque facciano sempre bene. Serie conseguenze possono riguardare anche lo stato umorale e psicologico, poiché in conseguenza del fatto che tali procedure autonome sono destinate praticamente sempre ad un inesorabile fallimento, per tutte le ragioni spiegate in precedenza, lasciano nel soggetto uno stato di ulteriore disistima con la sempre più crescente convinzione che non sarà mai in grado di darsi un obbiettivo e conquistarlo. Ancora più grave è quando la persona entra in quella fase del tutto o niente e, come un giocatore d’azzardo, rilancia in continuazione non accorgendosi che di fatto il tavolo e truccato, perdendo ogni punto di riferimento sia nutrizionale che antropometrico come drammaticamente si materializza nella anoressia e nella bulimia. Quest’ultimo caso purtroppo riguarda in particolar modo gli adolescenti, soggetti questi particolarmente permeabili agli input di una società permeata di segnali e parametri sbagliati, in un’età dove si va maturando il proprio desiderio di far parte di qualcosa e la necessità di essere accettati è particolarmente impellente.
 
Al peggio non c’è mai fine, si dice! Aggiungo tale affermazione perché dal fai da te si può ancora peggiorare, ossia affidarsi a chi del problema nutrizionale non sa nulla ma crede di sapere tutto grazie ad un corso di poche ore e talvolta nemmeno quello, come se anni di università, altri anni di specializzazioni e perfezionamenti fossero solo tempo perso. Niente al mondo è più personale della propria alimentazione e mai potrà essere generalizzata. Induce un vero fastidio fisico osservare come individui che dall’oggi al domani si occupano di nutrizione possano indicare come un suo simile deve alimentarsi, sia che stilino piani alimentari assurdi e talvolta pericolosi, sia che propongano, anche con l’aiuto di social media, pozioni miracolose, polveri magiche e pillole prodigiose con schemi alimentari di supporto per tutti uguali e schematizzati, come se invece di esseri umani ognuno diverso fossimo dei trattori.
Concludo con un’esortazione: noi siamo custodi di un vero patrimonio culturale e antropologico come la nostra dieta mediterranea, che ci ha permesso di cresce e progredire da oltre 4000 anni, anche se oggi subisce delle alterazioni sotto vari aspetti, necessita niente più che una revisione accurata e personalizzata, e merita di essere effettuata solo da chi sa dove mettere le mani.                .
 
Dr. Paolo COLI’
Biologo nutrizionista
 
Per contattare il dottor Paolo Colì:
Biologo nutrizionista
Via della pace 62, Abbadia S.S. 53021 (SI)
Tel 0577.776346 – 338.8667164

 

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