'E' l'alimentazione che sceglie la nutrizione' un interessante articolo del nutrizionista Paolo Colì

Il Dottor Paolo Colì Biologo e Nutrizionista nostro assiduo lettore, ci inoltra una interessante riflessione tra nutrizione e alimentazione, ponendo l'accento sulle differenze dei concetti che intercorrono fra loro
 
Alimentazione e nutrizione sono apparentemente due concetti uguali e sovrapponibili, ma non è così. Per come viene, per come è interpretato, il rapporto con il cibo o con i suoi sostitutivi sembra urgere rinnovare una definizione dei due concetti.
Come in ogni necessaria premessa dobbiamo chiarire i concetti di cui vogliamo occuparci, in questo caso la cosa migliore è affidarci a chi del fornire le definizione fa la propria missione, come un importante vocabolario enciclopedico. In questo caso ci affidiamo alla Treccani.
 
Nutrizione (Treccani)  Il complesso dei processi biologici che consentono o condizionano la conservazione, l’accrescimento, lo sviluppo dell’organismo vivente e la reintegrazione delle perdite materiali ed energetiche che accompagnano le diverse attività funzionali.
Alimentazione (Treccani) Atto di alimentare o di alimentarsi; scelta e somministrazione di alimenti, come primo momento, presupposto e condizione determinante della nutrizione.
 
Come è facile evidenziare il secondo è di fatto derivazione dell’altro, non solo ma nella definizione di alimentazione compare una parola di fondamentale importanza, ossia scelta. Perché dobbiamo giudicare di fondamentale importanza questa parola? Lo dobbiamo fare proprio perché è attraverso la scelta degli alimenti che noi possiamo determinare una corretta alimentazione e di conseguenza una giusta nutrizione, la quale ci garantirà un corretto sviluppo fetale, una corretta crescita, e un mantenimento in salute per il più a lungo possibile. 
La possibilità e/o la necessità di scegliere non va percepito però come un concetto statico che equipara le più elementari forme di vita con gli organismi più evoluti e complessi della biologia, bensì come un elemento in continua evoluzione, di pari passo con il livello evolutivo della specie in questione. Per fare un esempio un batterio sceglie- se cosi si può dire- tra gli elementi chimici necessari al suo mantenimento attraverso la sua membrana cellulare, la quale è in grado di permettere o meno il passaggio di terminate sostanze. Una gazzella "sceglie" di nutrirsi di erbe poiché questa le garantirà tutto il necessario ed anche perché la sua evoluzione permetterà di digerire la cellulosa, a differenza un leone si nutrirà della carne della gazzella, rifiutando totalmente la componente vegetale della savana, in quanto tutto quello che è presente nella gazzella servirà e sarà sufficiente al suo sostentamento, e perché la sua biochimica si è evoluta in tal senso.
 
Ma cosa vuol dire scelta alimentare per l’uomo? In questo la caso la questione si fa più complessa, in quanto il genere umano ha progredito più di ogni altra specie presente sul pianeta. Lo sviluppo umano non comprende solo una evoluzione fisica e intellettiva ma anche e soprattutto una complicata interazione di fattori sociali e culturali che hanno prodotto un percorso storico il quale comprende un progresso scientifico, tecnologico e filosofico con tutte le ricadute che esso comporta.
A tale progresso non è ovviamente sfuggita la capacità di alimentarsi, la quale è passata da una precaria possibilità di raccogliere e cacciare, ad una pianificazione agricola e zootecnica associata ad una industrializzazione massiva con la conseguenza, ma anche una conquista, di avere più cibo di quanto ne serva, almeno per una parte della popolazione umana.
Ecco quindi arrivati indicativamente al grado di complessità, al quale è giunta la possibilità di scelta alimentare del genere umano. Di fatto, si è passati dal dover selezionare gli alimenti più o meno adatti al mantenerci in vita e in salute, all’alimento o alimenti che ci aggradano al momento o ai più convenienti come nelle offerte commerciali, necessarie per lo più allo smaltimento delle eccedenze, o al più indicato per l’occasione come nelle ricorrenze anniversari o festività in genere. Da non dimenticare che un percorso storico ricco di migliaia di anni, come il nostro, comporta anche uno sviluppo oltre al radicamento di tradizioni e riti di vario genere, durante i quali si rinnovano sia la cultura storica e sociale, sia quella alimentare e gastronomica, e soprattutto gli ultimi due sono quelli che coinvolgono la quasi totalità della popolazione.

Va da se quindi che si assiste ad uno, anzi molti modelli o modi di alimentarsi al mondo diversi fra loro, i quali, portano con se, sia una continua ricerca di nuove pietanze e prodotti ma anche il desiderio di mantenere protegge e trasmette, quello che nel passato ci ha permesso, non solo di sopravvivere, ma anche di godere delle disponibilità agro alimentari che l’ambiente circostante ci offriva e continua a farlo. Quello che accade ad oggi è però qualcosa che in alcuni casi merita di essere attenzionato, e per certi casi contrastato. Nella ricerca della migliore alimentazione, la così detta scelta, viene spesso sottratta, anche per necessità, al soggetto che la dovrebbe compiere, affidandosi a terze persone o entità. Per terze persone intendo professionisti del settore con conoscenze specifiche comprovate e certificate, ma anche figure che hanno poco di professionale e molto di commerciale le qauali, si inseriscono nella questione senza le dovute competenze. Per  entità, -entità intesa come qualcosa di incorporeo- si fa riferimento alla pubblicità e al pressing del marketing commerciale. Tutti dobbiamo mangiare, e il cibo è ,e resterà, il business più grande al mondo, superiore anche a quello del petrolio. Poiché, per motivi geomorfologici storici ed economici, la dieta mediterranea è riconosciuta la migliore al mondo, non solo per quanto scrisse a suo tempo Ancel Keys oltre cinquant’anni fa, ma anche da quanto riportato da numerose e importanti riviste scientifiche internazionali è anche il frutto di ottime scelte da parte di chi ci ha preceduto, e con essa ha progredito per oltre tremila anni. Questo modello nutrizionale, patrimonio dell’umanità  è però fortemente sotto attacco da più parti. La minaccia avviene su più fronti, poiché se da una parte l’alimentazione alla quale dovremmo fare riferimento viene costantemente inquinata con aggiunta di alimenti non conformi alla tradizione agro-zoo-culturale da cui proveniamo, dall’altra, una volta fatto il danno, vengono proposte ed offerte scelte sbagliate e in molti casi bizzarre. 
 
(Ancel Keys - "inventore" della Dieta Mediterranea)
 
Portare una persona ad un corretto rapporto con il cibo è l’equivalente del far capire a quella persona, dove sta sbagliando e correggerne i comportamenti riportandola ad una alimentazione più completa ed equilibrata, riconoscendo però e soprattutto mantenendo quello che di buono c’è nel suo modello alimentare. Attuando questa metodica si tende ad insegnare come fare la scelta giusta, più che imporla, con la positiva conseguenza che ciò che si è imparato difficilmente lo si dimentica, permettendoci di auto correggerci in futuro (Cit. Se dai un pesce ad un uomo lo sfami per un giorno ma se gli insegni a pescare lo sfamerai per tutta la vita). Proponendo stili o modelli alimentari finalizzati strettamente ad uno scopo, come quello di perdere peso, con l’applicazione di diete pur perfettamente equilibrate ma distanti dalle abitudini e dalle tradizioni del soggetto, si rischia di allontanarlo dal modello alimentare autoctono; tutto questo rimane valido fin quando la volontà e la determinazione permettono di metterlo in pratica, ma al momento che le condizioni ambientali, famiglia lavoro amici etc. avranno il sopravvento, quella persona tornerà presto o tardi ad alimentarsi come prima, senza però aver capito nulla o quasi degli errori che stava commettendo.
Per quanto riguarda la metodica di somministrare, ma soprattutto vendere, prodotti quali pasti principali sostitutivi tipo barrette, snack, polveri a cui aggiungere acqua latte o altri liquidi fluidificanti, è una pratica in gran voga da alcuni decenni. Tralasciando le opinioni sulla salubrità o meno che scorrono in letteratura, non c’è niente di più distante dalla corretta pratica di alimentazione. È in questi casi che si evidenzia la differenza che esiste tra nutrizione, ed alimentazione: si potrà avere pure, ma non è detto, un corretto ed equilibrato apporto chimico/nutrizionale, ma di certo non una corretta e sana alimentazione nel quadro più generale a cui dobbiamo fare riferimento.
 
In conclusione, noi mangiamo cibo e in tal modo ci nutriamo, ma in alcuni casi non ci alimentiamo o almeno non lo facciamo correttamente. L’importanza del cibo e si quella di fornirci glucidi proteine grassi micronutrienti etc., ma per quanto riguarda l’uomo è anche elemento principale di condivisione e socializzazione, elemento questo da cui non possiamo prescindere. Noi, non usiamo il cibo solo per nutrirci ma anche per sottolineare gli eventi importanti della nostra esistenza come le ricorrenze che abbiamo in comune, i successi e perché no anche le sconfitte, oltre a contribuire a rinnovare il patrimonio storico culturale dell’area di appartenenza. Qualcuno ci ha insegnato che siamo fatti di corpo e di anima: la nutrizione è per il corpo ma l’alimentazione è per entrambi.
 
Dr. Paolo COLI’
Biologo nutrizionista
Via della pace 62, Abbadia S.S. 53021 (SI)
Tel 0577.776346 – 338.8667164
 

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